Il Decreto legislativo n° 18/2023 recepisce la direttiva europea del 2020 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano:
- introducendo un approccio basato sul rischio lungo tutta la filiera;
- stabilendo requisiti più stringenti per i materiali a contatto con l’acqua;
- ampliando l’elenco dei contaminanti da controllare;
- prevedendo una maggiore trasparenza per i cittadini;
- definendo nuovi obblighi per gli amministratori di condominio e per gli altri gestori della rete tra cui ad esempio i B&B, gli studi odontoiatrici, i circoli sportivi, etc.
Il decreto si pone gli obiettivi di tutelare la salute umana attraverso la garanzia della salubrità dell’acqua, migliorare la gestione e la sicurezza delle risorse idriche e promuovere un consumo più consapevole dell’acqua e ridurre l’uso di acqua in bottiglia.
Tra i temi chiave del decreto:
- La valutazione del rischio con l’obbligo di analisi periodiche e gestione del rischio estesa dalla fonte al punto di consumo.
- L’introduzione di limiti più restrittivi e nuovi parametri con l’aggiunta di sostanze all'elenco dei contaminanti da controllare.
- La chiara divisione delle responsabilità tra il gestore della rete (fino al contatore) e il gestore della rete interna agli edifici.
- La definizione degli obblighi per i gestori delle reti interne che devono valutare il rischio, adottare misure preventive e correttive e garantire la conformità con i parametri analitici.
- La trasparenza per i cittadini che devono ricevere informazioni annuali sulla qualità dell'acqua.
- L’ istituzione del Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA) e dell'Anagrafe Territoriale Dinamica delle Acque Potabili (AnTeA) per la supervisione e il monitoraggio.
- La definizione di requisiti igienici più stringenti per i materiali e le sostanze chimiche utilizzati nella rete idrica.